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E' costata, tra allestimento e pratiche burocratiche, 14mila euro.
Denaro che è arrivato interamente dalle tasche degli aretini che, attraverso le donazioni al Calcit, hanno consentito all'associazione di poter acquistare e poi donare una nuova vettura all'emergenza urgenza di Arezzo

Si è svolta di fronte alla porta d'ingresso dell'ospedale San Donato la cerimonia di consegna delle chiavi del nuovo veicolo che, da oggi, andrà ad ingrossare il parco macchine del 118.

Si tratta di una Smart, un veciolo piccolo e agile che consente agli operatori dell'emergenza urgenza di operare in tutta sicurezza anche all'interno del centro storico di Arezzo.

Il mezzo è stato consegnato alla presenza del direttore generale Enrico Desideri, del direttore del Dipartimento dell’Emergenza Urgenza Massimo Mandò, del direttore dell’ospedale Massimo Gialli e del presidente del Calcit Giancarlo Sassoli. 

 “Tempo fa Massimo Mando ci ha chiesto di sostenere questo progetto della Smart infermierizzata - ha spiegato Sassoli - Ne abbiamo intuito l'importanza,  perché rivolto a tutti i pazienti fragili che con questo servizio potranno ricevere la cura al proprio domicilio, senza viaggi ed attese al Pronto Soccorso. Il costo è stato di circa 14.000 euro, interamente sostenuto dal Calcit grazie ai contributi dei cittadini che, anche in questo caso, sono stati determinanti per l'avvio di un nuovo servizio utilissimo”.

“L’idea della Smart nasce dall’esperienza che abbiamo avuto con la moto - ha spiegato Mandò - Sono mezzi che ci consentono di essere più reattivi e presenti, con l’infermiere che potrà fare la differenza anche in caso di piccoli interventi. Penso per esempio al cambio catetere. Non sarà più necessario portare il paziente al Pronto Soccorso, rischiando di creare disagio a lui e di intasare la struttura. L’infermiere, in modo autonomo, potrà andare al domicilio e fare quanto necessario. Che dire al Calcit? Grazie di nuovo, perché è sempre molto vicino alla sanità”. "

Senologia più veloce grazie al CALCIT

Il CALCIT ha consegnato al reparto del San Donato strumentazioni di ultima generazione per 370mila euro: diagnosi sempre più precoce. Lo screening sarà anche per le 45enni

13 Maggio: il mercatino dei 40anni

Hanno già caricato la sveglia. La sveglia per domenica, quella che in genere non suona mai: ma che una volta all’anno butta giù dal letto i «crociati» del Calcit. Presto, prestissimo: perché alle 7 e qualcosa devono essere tutti sul percorso. Prima i genitori, per montare il banchino, poi a ruota i figli. E’ il rito di ogni seconda domenica di maggio. E’ il rito dei 40 anni.

Perché il mercatino entra definitivamente nell’età adulta ma prova ad entrarci con lo stesso entusiasmo. Ieri la presentazione ufficiale: naturalmente in una scuola, la Vasari, tanto per confermare chi siano i veri protagonisti dell’evento. Nel tempo sono aumentati i volontari in capelli grigi e sono diminuiti quelli in calzoncini: ma lo spirito resta lo stesso. «Siamo pronti» annuncia un po’ fioco il presidente Giancarlo Sassoli: la voce l’ha persa in anticipo, forse per ritrovarla domenica.

Tra le sorprese confermate ieri intanto la grande torta: alle 18 sarà sfornata dai fratelli Pierozzi e tagliata nello slargo dei Bastioni, in fondo al Corso. La foto di gruppo, quelle da tenere attaccate al muro per i secoli dei secoli. E poi sotto con almeno mille fette. Gli adulti se la guadagneranno con un’offerta, perché il mercatino è il mercatino, i ragazzi gratis, come premio al loro impegno. Intorno ormai le convocazioni sono esaurite. Quasi 500 banchi, oltre mille bambini. Il debutto degli sbandieratori, pronti a trasfondere tra i banchi la stessa generosità che nei giochi di bandiere.

La conferma di presenze ormai rodate: gli arbitri impegnati a vendere le magliette del grande calcio, i panificatori e i macellati, impegnati a condire il menu della giornata. Poi ci saranno i vigili del fuoco, con un banco tutto da scoprire. Ci saranno anche i carabinieri in pensione, ma in questo caso senza banchino ma tirandosi su le maniche. PERCHÉ ANCHE il mercatino deve fare i conti con l’anno di disgrazia 2018, uno di quelli che deve prima di tutto garantire la sicurezza. Tre accessi presidiati, con personale e auto di traverso. Sono quelli di via Spinello e di via Aretino e agli stessi Bastioni.

Niente steward, perché questo è il mondo del volontariato ma per l’appunto i carabinieri in pensione. Il ricavato andrà direttamente ad un nuovo progetto: il progetto senologico aretino. Un piano da mezzo milione di euro, tra ecografi, ambulatori attrezzati e macchinari diagnostici avanzati. «Vogliamo diventi uno dei migliori reparti in Italia» annuncia Sassoli. Dice Italia, ma forse perché è fioco: in realtà pensa Europa. Poi dal 15 parte il mercatino in musica, 12 giorni filati con i ragazzi protagonisti al circolo artistico. Ma con la sveglia, almeno lì, puntata sulle lancette della sera.

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LA NAZIONE 10 maggio 2018

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Fonte - Corriere di Arezzo 17/06/14