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Sanità, Calcit all'attacco: "Tagli alle spese? C'è un ospedale da rilanciare"

Il presidente Giancarlo Sassoli chiede un blocco unito di istituzioni, azienda e città. "Un fronte per ripartire dopo il Covid"

Il momento della sanità aretina. Il presidente del Calcit Giancarlo Sassoli rompe gli indugi e intervien."Si prospetta un periodo di grande impegno ed occorrono unità d’intenti tra Istituzioni, cittadini ed operatori della Sanità; C’è ancora da contrastare il Covid-19 ed allo stesso tempo occorre occuparsi del ripristino in modo definitivo di alcuni reparti (Ematologia, Medicina, Neurologia ed altri) ; sostituire i direttori prossimi al pensionamento (Radioterapia: qui anche la posizione di Capo Dipartimento, Geriatria e Radiologia) ; terminare i lavori in corso: laboratorio di analisi, sala angiografica, blocco operatorio, rianimazione, Oncologia, viabilità e sosta nell’anello interno; progetti da avviare con urgenza come Hospice e Modica.

Occorre inoltre ridare completezza e forza alle specifiche competenze dell’ Ospedale San Donato ed una visione d’insieme per tutto il territorio aretino.Per affrontare tutto questo occorre una presa di conoscenza da parte di tutti, cittadini, istituzioni ed operatori della Sanità Pubblica: Sentire notizie, con la pandemia ancora in corso , di contenimento delle spese attraverso il blocco delle assunzioni, possibili riduzioni dei servizi e paventare ipotesi di commissariamento creano preoccupazione ed incertezza tra i cittadini ed operatori della sanità pubblica oltre che non avere rispetto per le vittime del Covid.Occorre quindi che i costi sostenuti e quelli ancora da sostenere per contrastare il Virus, molti dei quali dovuti ad una mancata e colpevole programmazione degli investimenti , siano considerati costi straordinari- extra Bilancio; contenere i costi, eliminare sprechi ed inefficienze, per una corretta gestione è doveroso, cosi come è doveroso andare a cercarli dove sono e non scaricarli sempre su servizi ai cittadini.

Amministratori nazionali, regionali e locali dovranno considerare tutto questo facendone un obiettivo comune.Urgente è anche definire adesso la posizione della direzione generale prossima alla scadenza; c’è necessità di continuità, chiarezza , riferimenti certi e presenza assidua nel territorio aretino per affrontare insieme a tutta la struttura sanitaria un periodo veramente impegnativo.Indispensabile anche rendere efficiente e adeguato a questo impegno l'Ente di supporto tecnico amministrativo regionale - ESTAR -Infine è urgente ridisegnare fin da ora il perimetro delle Aree vaste nella direzione di ampliarne il numero rispetto alle tre attuali tenendo conto delle caratteristiche ed affinità dei territori" .