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Fiamme nella notte alla palazzina Calcit del San Donato: danni ingenti

 

L'attività angiografica e oncologica prosegue in ospedale, sospesa la senologia. Oggi il sopralluogo per fare luce sulle cause.

 

AREZZO, 17 aprile 2020 - È ancora in corso la conta dei danni dopo l'incendio accaduto giovedì sera alla palazzina ex Calcit che si trova di fronte all'ospedale San Donato. Solo la luce del sole potrà consentire ai vigili del fuoco e ai tecnici dell'azienda sanitaria di fare il conto esatto e di comprendere anche le cause dell'incendio

 

L’episodio è successo alle 21,30 di ieri, a dare l’allarme sono stati i sensori antifumo presenti nella struttura che un tempo ospitava i malati terminali, ma che poi – a causa della riconversione dell’ospedale San Donato – era usata per i trattamenti utic e per l’oncologia. Al momento dell’incendio non c’era nessuno all’interno, sul posto sono intervenuti i pompieri di Arezzo che hanno domato il rogo, preoccupazione per una possibile presenza di sostanze radiogene e pericolose che poi è stata esclusa dalla Asl. 

Diverse le squadre dei vigili del fuoco che sono intervenute, i pompieri indossavano le dotazioni per gli interventi in contesti contaminati, infatti in questo sito sono presenti sostanze utilizzate nei trattamenti anti tumorali. Qui sono giunti anche il direttore generale Antonio D'Urso e i primari delle strutture coinvolte, subito è stato approntato il piano per la prosecuzione delle attività che si svolgevano da qualche giorno nella palazzina. 

Sì perché di norma la struttura ospitava l'hospice, ovvero i letti di degenza per malati terminali, ma il Coronavirus e i cambiamenti organizzativi del San Donato hanno comportato molti cambiamenti. Fra questi quello dello spostamento dell'utic e dell'oncologia in questo plesso, entrambe le attività però adesso sono costrette al dietro front e al ritorno dentro l'ospedale.

I danni sono ingenti perché è andato distrutto un angiografo, le fiamme pare che si siano sviluppate dagli impianti presenti fra soffitto e controsoffitto, ma gli accertamenti sono ancora in corso. 

Stesso discorso per la lista dei danni, oltre alle preziose strumentazioni come l'angiografo, sono andati in fumo gli impianti sanitari al piano interrato e poi c'è da eseguire una sanificazione dal fumo in tutto lo stabile che resta inagibile. Il conto, secondo una prima stima della Asl, potrebbe arrivare tranquillamente a 2 milioni di euro. 

Ecco come sarà proseguita l’attività prevista: l’oncologia della palazzina Calcit sarà svolta alla 4’ scala 2’ piano. In questa seconda sala di emodonamica non erano previste attività per domani. Continua l’attività di emodinamica al IV piano quarto settore (c/o Utic). Sospesa l’attività della senologia per la giornata di oggi