Il macchinario è stato donato dal Calcit per un importo di 150 mila euro. La Asl ha predisposto nuovi servizi e attività. Ecco quali sono

Uno strumento fondamentale e rivoluzionario nella diagnosi e cura del paziente oncologico, che va a rafforzare le attività del Laboratorio di Analisi dell’ospedale di Arezzo. E’ stato presentato questa mattina il Sequenziatore del DNA, donato dal Calcit con un investimento di 150 mila euro. Con l’occasione sono state illustrate anche le nuove attività che potranno essere effettuate. Erano presenti il direttore generale della Sud Est Antonio D’Urso, il direttore sanitario Simona Dei, il direttore pro tempore del San Donato Monica Calamai, il direttore del Laboratorio di Analisi Chimico Cliniche Agostino Ognibene, il direttore del Dipartimento di Oncologia Enrico Tucci, l’assessore comunale Lucia Tanti e il presidente del Calcit Giancarlo Sassoli.

Il Sequenziatore serve a esplorare più in profondità l’assetto molecolare della malattia, migliorando la diagnosi e personalizzando la terapia del paziente in base alle sue caratteristiche (cosiddetta Medicina di precisione). Ad oggi, infatti, con le tecniche tradizionali si vede solo una parte di un gene. Con questo strumento potranno essere visti e studiati decine di geni diversi.

Grazie a questo strumento innovativo, saranno inoltre possibili due nuove attività in Laboratorio: effettuare la biopsia liquida e diagnosticare le malattie tumorali. La biopsia liquida consente, con un semplice prelievo del sangue, di rilevare la presenza di cellule tumorali nel paziente. Fino ad oggi, la diagnosi era affidata ad esami radiologici ma sono più invasivi e, proprio per questo, non possono essere ripetuti con una certa frequenza allo scopo di monitorare la malattia. Con la biopsia liquida, invece, sarà possibile un controllo frequente. Si tratta di una opportunità veramente innovativa.
La formazione del personale all’uso di questo importante strumento e alle nuove tecniche è affidata ad Alessandro Pancrazzi, biologo referente per la Biologia Molecolare del San Donato.

“La nostra donazione va a completare la strumentazione ed i locali predisposti dalla Asl sud est e che permetterà di avere un laboratorio all’avanguardia in Biologia Molecolare – ha commentato Sassoli – Il Sequenziatore ha un costo complessivo di circa 150.000 euro (comprensivo di Iva 22% ed interessi leasing). Il Laboratorio di Biologia Molecolare del nostro ospedale consentirà così di poter scegliere i trattamenti più appropriati e garantire ai pazienti terapie personalizzate, mirate ad una crescente qualità delle cure”.

“Questa donazione permette al Laboratorio di Patologia Clinica e Molecolare dell’ospedale di Arezzo di dotarsi della migliore strumentazione nella battaglia al cancro – ha dichiarato Ognibene – La potenzialità e gli sviluppi clinici sono enormi e permetteranno la personalizzazione della terapia tarata su ogni singolo paziente e la possibilità di monitorare il tumore ottimizzando la strategia terapeutica. Lo studio del frammento tumorale con la biologia molecolare, grazie all’utilizzo di questa strumentazione, permette di fornire al tumore e alle cellule malate una “Carta D’Identità”, che sarà poi riconoscibile e “con un semplice prelievo di sangue”, potremo verificare se e quante cellule tumorali sono ancora presenti in circolo nell’organismo. Il Laboratorio di Arezzo è nelle condizioni di fornire un servizio di eccellenza, e nel contempo, di collaborare attivamente nella ricerca scientifica”.

“E’ grazie alla collaborazione di tutta la comunità, anche attraverso l’associazionismo ed il Calcit, che cresce l’ospedale San Donato. Questa città ambisce e pretende le migliori cure e se ne fa carico insieme all’Azienda, con grande passione e con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Questo è un giorno da segnare nel calendario per l’ospedale San Donato, è una data storica. Arezzo, che già aveva un reparto di oncologia di eccellenza, adesso è al top. Con questa donazione, infatti, fa un grande passo avanti nella diagnosi molecolare” ha concluso D’Urso.

“Arezzo è una città che ama fare da sè, ma non da sola. In questi termini rivolgo un appello alla Regione – ha concluso l’assessore alla sanità del Comune di Arezzo Lucia Tanti. Questa è una donazione che Arezzo ha fatto ad Arezzo. Ribadisco, è una donazione, che non è obbligatoria”.

L’attività del nuovo strumento prenderà il via a febbraio e le indagini saranno attivate con i tempi adeguati a garantire, secondo un iter di standardizzazione, la migliore qualità dei risultati. Le attivazioni saranno concordate con le diverse equipe (oncologi, anatomo-patologi, radioterapisti, farmacologi etc.) sulla base di tutti gli elementi che guideranno la personalizzazione della terapia.

Giovedì 9 Gennaio 2020 ore 12,00 presso la biblioteca dell'ospedale, consegna ufficiale del Sequenziatore di nuova generazione NGS al Laboratorio di Biologia Molecolare Ospedale San Donato di Arezzo- Tutti i cittadini sono invitati.

CNA destina risorse alla neuropsichiatria infantile e al servizio Scudo del Calcit

Un gesto di vicinanza del mondo CNA verso chi soffre: bambini e ragazzi in cura alla neuropsichiatria e pazienti con gravi disabilità e ridotte aspettative di vita.

“Il Natale 2019 di CNA Arezzo è nel segno della solidarietà – commenta la presidente Franca Binazzi – Abbiamo deciso di devolvere in beneficenza 3.000 euro, risorse che tradizionalmente destinavamo agli omaggi natalizi per i nostri associati, sostenendo quest’anno servizi di cura importanti per le nostre comunità: l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’ospedale S. Donato di Arezzo ed il servizio Scudo del Calcit, che offre assistenza domiciliare di cure palliative ai malati oncologici e ad alta complessità. È un’attenzione a nome degli artigiani e delle piccole imprese che rivolgiamo a servizi specialistici avanzati del territorio con la onlus Socialnet promossa da CNA, che da sempre sostiene progetti dedicati a chi vive nel disagio”.

Il gesto di solidarietà è stato molto apprezzato in Asl, con i ringraziamenti del direttore dell’ospedale Massimo Gialli: “Anche questo Natale stiamo assistendo a tantissimi segnali di vicinanza da parte della comunità aretina. In particolare, vorrei ringraziare CNA e tutto il personale che ci lavora perché hanno deciso di fare a meno di qualcosa per il bene di chi soffre. La sanità vive anche grazie a questi gesti, perché non dobbiamo solo curare, ma anche prenderci cura delle persone”.

“Il servizio di riabilitazione per l’infanzia opera in tutte le zone distretto della provincia di Arezzo e si rivolge a pazienti da 0 a 16 anni affetti da patologie fisiche, cognitive, psichiche e del linguaggio – spiega Silvana Repetti, resp. operatori riabilitazione infanzia della provincia di Arezzo – Fiore all’occhiello dell’azienda sanitaria è la stanza multisensoriale realizzata con le donazioni dei privati, unica esperienza in Italia per stimolare i pazienti di neurologia con luci, suoni, colori e profumi. Tra le esperienze avanzate anche il progetto di Musicoterapia con 6 terapeuti specializzati che dal 2016 ad oggi hanno assistito oltre 30 bambini.

“Dal 2004 ad oggi il servizio Scudo ha fornito assistenza domiciliare specialistica di cure palliative a 2400 pazienti dell’area dell’ex distretto sanitario aretino – ha detto Pierdomenico Maurizi, responsabile U.F. Cure Palliative e Hospice S. Donato – Si prende cura di soggetti con gravi disabilità e ridotte aspettative di vita con un pool formato da 2 medici, 5 infermieri e 1 psicologa. Da gennaio 2018 è attivo l’Hospice come struttura residenziale di ricovero, che ha ospitato fino ad oggi 310 pazienti”.

“Un ringraziamento a CNA per il sostegno al Servizio Scudo che consente di dare continuità alle cure domiciliari apprezzatissime dalle famiglie in momenti particolari della vita dei congiunti. E’ grazie anche a questi gesti di solidarietà che il Calcit finanzia con 300 mila euro l’anno il costo della parte extra ospedaliera del progetto” ha concluso Giancarlo Sassoli, presidente CALCIT Arezzo.

 

Calendari solidali per il Calcit

Ottantantenne ne vende 1250  : " Ho suonato a tante famiglie":

Si ringraziano anche i Collaboratori di Monte San Savino, il distributore Esso Fonterosa e tutti i cittadini che, singolarmente, hanno aderito all'invito loro rivolto in varie occasioni ed eventi.

Si chiama "Delirium Room" ed è un progetto di rilievo scientfico internazionale per la presa in carico di persone in stato confusionale acuto, detto anche "delirio", o con disturbi comportamentali in demenza. Se ne è dotato l'Ospedale San Donato di Arezzo, il primo in Toscana e uno dei pochi in Italia ad aver portato avanti questo progetto importante e multidisciplinare.

La Usl ha ristrutturato la stanza ed il Calcit, con il contributo della Famiglia di Giancarlo Felici ed altri, ha sostenuto il costo per l'arredamento completo per 23.000.= Euro.