Il progetto Giona compie tre anni e guarda al futuro .....

Gli studenti scendono in campo per conoscere, promuovere e farsi portavoce dei corretti stili di vita

AREZZO – Il progetto Giona entra nel terzo anno e lo fa con grandi obiettivi, forte di risultati fino ad ora molto incoraggianti. Si tratta del coinvolgimento di alcune scuole in programmi di informazione e sensibilizzazione degli studenti sui corretti stili di vita e a favore della prevenzione. Negli ultimi due anni, circa 500 studenti tra Itis, Liceo Redi e Liceo Artistico, hanno lavorato a progetti di comunicazione, di grafica, di informazione attraverso laboratori scolastici e sotto la supervisione di alcuni insegnanti. L'iniziativa vede la collaborazione tra Asl Toscana sud est, Calcit, scuole, Ufficio Scolastico e altre istituzioni e associazioni aretine. Questa mattina è stata presentata la terza stagione, che va a concludere il triennio programmato.

"Il progetto Giona è un grande orgoglio per la nostra Asl perché innovativo e apripista a livello nazionale – ha commentato Enrico Desideri, direttore generale Asl Toscana sud est – Sono tante, purtroppo, le malattie causate da stili di vita sbagliati. In questi anni i nostri studenti hanno approfondito l'argomento, coinvolgendo amici e familiari. Una comunicazione peer to peer che funziona e ha dato importanti risultati. Ringrazio il Calcit, le scuole e le istituzioni coinvolte e il nostro Sergio Bracarda, direttore dell' Oncologia, che ha da subito creduto e lavorato al progetto".

"Il progetto Giona, avviato nel 2016, si concluderà venerdì 11 maggio 2018 con la presentazione dei lavori dei ragazzi delle scuole superiori – ha spiegato Giancarlo Sassoli, presidente del Calcit - In questi tre anni i ragazzi hanno preso consapevolezza dei fattori di rischio quali il fumo, l'alcool, la sedentarietà, la scorretta alimentazione ecc. Il progetto proseguirà per il periodo 2019-2020-2021. Il Calcit in ogni sua iniziativa mette in risalto l'attenzione verso i corretti stili di vita. E' ciò che comunichiamo nella lettera che invieremo a 90.000 tra enti e famiglie della provincia di Arezzo e nel nostro calendario".

"Abbiamo vinto alcune scommesse e questo è uno stimolo ad andare avanti – commenta Sergio Bracarda, direttore Oncologia – Il progetto è riuscito a comunicare il messaggio sui corretti stili di vita ai nostri ragazzi, grazie al confronto tra pari e all'utilizzo di strumenti innovativi; c'è stata la percezione reale di un cambiamento in alcuni di loro, come hanno potuto testimoniare. Adesso dobbiamo lavorare affinché il messaggio positivo passi dai ragazzi alle famiglie. Per il futuro mi auguro che altre scuole della nostra provincia dimostrino interesse ad essere coinvolte".

"La Fondazione Cesalpino ci ha chiesto di realizzare dei talk show, in stile TED, costruendo percorsi di corretta informazione – ha spiegato Massimo Gallorini, insegnante dell'Itis - A conclusione del primo triennio di attività volevamo realizzare qualcosa di tangibile e quindi promuovere fra le classi del nostro istituto un concorso per realizzare una spilla con il logo GIONA, da far realizzare per maggio e distribuire a tutti i partecipanti. Tempo e risorse permettendo, ci piacerebbe attivare i corsi Gastronomia e Scienza per una corretta alimentazione e Un medico a scuola".

"Il Liceo Redi di Arezzo partecipa da tempo con interesse e convinzione al progetto Giona – ha commentato Laura Guadagni, insegnante - Si tratta di una occasione importante. Lo è naturalmente per il tema della prevenzione oncologica, ma anche per le modalità, che si inseriscono bene nell'impostazione formativa del "Redi": la costruzione comune della conoscenza".

"Il nostro istituto - ha spiegato il preside del Liceo artistico Luciano Tagliaferri - presenterà delle novità che allargano il campo d'azione delle tematiche affrontate da "GIONA", in particolar modo contro il fumo. Abbiamo fatto conoscere il progetto anche in Nuova Zelanda, in un recente viaggio della nostra scuola, riscuotendo molto interesse".

"La scuola è molto cambiata negli ultimi 20 anni – ha detto Tiziana Giovenali dell'Ufficio scolastico provinciale - Non è più un luogo di accrescimento delle conoscenze ma delle competenze. E competenze sono anche quelle emozionali e relazionali. Sono importanti per fare le scelte positive, comprese quelle relative agli stili di vita. Ben vengano quindi progetti come Giona che rendono i giovani protagonisti e attori del cambiamento".

Per gli studenti hanno parlato: Ambra Lapi, Leonardi Nicchi e Gianfranco Dragoni (Itis); Dalila Rapini, Vera Ghinassi, Camilla Bichi e Niccolò Caprari (Liceo Redi)

Tra i promotori del progetto Giona ci sono anche il Rotary Club (rappresentato da Massimo Gallorini), la Fondazione Cesalpino, presente con Paola Butali e Federfarma, presente con Roberto Giotti.

Venerdì 24 Novembre 2017 13:40