Nasce l'associazione CORRIAMOPER

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CORRIAMOPER - NEL 2017 UNO SPRINT PER IL CALCIT

Raccolta fondi già avviata a favore del noto Comitato aretino

Arezzo, 13 settembre 2017 – Nasce dall’amicizia e dallo sport la maratona di solidarietà dell’Associazione CORRIAMOPER. Associazione creata da u

NASCE l’ASSOCIAZIONE CORRIAMOPER:
NEL 2017 UNO SPRINT PER IL CALCIT

n gruppo di dieci amici runners che il prossimo 5 novembre 2017 correranno la maratona di New York, una scelta dettata dalla voglia di dare anche un “valore sociale” all’impegno verso i 42 km e 195 metri.
Nata nel settembre di quest’anno, CORRIAMOPER è una Libera Associazione di Promozione Sociale (ex Legge 383/00), senza alcun fine di lucro che si pone come scopo la raccolta di fondi da dedicare ad opere sociali, di volta in volta diverse, ma tutte con una ricaduta sul territorio aretino.

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Record al Mercatino delle Scuole

Corriere di Arezzo 6 marzo 2017 La prevenzione fa il record al Mercatino delle Scuole

 

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Donazione Calcit al gruppo oncologico

Il Calcit dona un nuovo strumento al gruppo oncologico multidisciplinare del San Donato

Una workstation con monitor radiologici che consente un’ alta definizione delle immagini 

AREZZO -  Nuova donazione del Calcit all’ospedale San Donato, a conferma – se ancora ce ne fosse bisogno - dell’attenzione e della sensibilità dei cittadini aretini verso le malattie oncologiche.

Si tratta di una workstation (valore 10.000 euro) con monitor radiologici che è stata messa a disposizione del gruppo oncologico multidisciplinare del San Donato. Uno strumento per visualizzare con una elevata risoluzione le immagini strumentali già eseguite dal paziente come  tac, risonanza magnetica, Pet e qualsiasi altro esame radiologico.

La nuova apparecchiatura, che è già in funzione, è stata installata nella sala riunioni del centro oncologico dove abitualmente avviene la discussione multidisciplinare sui pazienti da parte dei GOM (Gruppi oncologici multidisciplinari) che si occupano delle varie  patologie (tumori dell’apparato digerente, tumori della prostata, tumori al seno).
 
Il team di tutti i GOM prevede la partecipazione costante di un radiologo dedicato che  utilizza la workstation come fa abitualmente in Radiologia.

Come detto, la workstation dotata di monitor da 3 mega pixel, consente una visione delle immagini radiologiche più definita, impossibile con i normali monitor del PC ed è di fondamentale importanza per una  valutazione accurata e completa del paziente, così da poter fare la scelta più corretta sull’ iter terapeutico da seguire.

Venerdì 27 Gennaio 2017 13:36

San Donato Calcit ed emodinamica celebrale

Il San Donato, grazie al Calcit, è il primo ospedale non universitario in Italia ad avere un software innovativo per le immagini di emodinamica celebrale

Donato alla radiologia, costa 36.000 euro ed è uno strumento importantissimo per la diagnosi nei tumori e nell'ictus. AREZZO - La generosità dei cittadini, ancora una volta, ha dotato l'ospedale San Donato di uno strumento importantissimo che in Italia si trova solo nei più grandi centri universitari e in Toscana solo ad Arezzo.

Si chiama Olea Sphere software ed è stato donato dal Calcit alla radiologia dell'ospedale aretino. Il software del valore di circa 36.000 euro, permette di mappare con precisione le lesioni celebrali nei casi di tumore e ictus. "Cerchiamo di essere sempre al passo con l'innovazione per dare ai cittadini risposte sempre più qualificate, commenta Enrico Desideri direttore generale Asl Sud Est, e nel campo oncologico, da sempre, il Calcit con le sue donazioni ci permette di essere al pari dei grandi centri oncologici italiani."

Lo strumento, tramite l'acquisizione di immagini avanzate nella risonanza magnetica, consente di elaborare delle mappe che calcolano l'emodinamica celebrale. Questo permette uno studio più preciso nella diagnosi dei tumori celebrali e nei follow-up, ossia nei controlli periodici che vengono effettuati dopo l'intervento chirurgico e la radioterapia Da queste immagini è possibile diagnosticare il tipo di neoplasia cerebrale indentificandone i vari gradi di malignità, individuare precocemente un'eventuale ripresa della malattia distinguendola dalle modifiche che il cervello subisce a seguito delle terapie.

Nell'ictus acuto viene utilizzato per discriminare la zona di cervello non recuperabile, dall'area invece salvabile con le nuove tecniche di riperfusione endovascolare.

Il tempo che può trascorrere dall'ictus all'intervento per far sì che i danni conseguenti siano limitati è oggi stabilito in 4 ore e mezzo. "Questo software , anche grazie ad uno studio che faremo sui pazienti aretini, " ha dichiarato il neuroradiologo Gian Luca Cuneo" ci permetterà in un prossimo futuro di ampliare la finestra temporale di intervento, che si prospetta sarà dalle 6 alle 12 ore. Questo è fondamentale nei centri come il nostro, dove non esiste al momento la neuroradiologia interventistica endovascolare. Un maggior tempo a disposizione ci consentirà di aumentare il numero di pazienti da trattare e di pianificare meglio il loro trasferimento al centro di terapia endovascolare di riferimento e quindi ci permetterà di aumentare notevolmente le possibilità di limitare o addirittura evitare le conseguenze."

Giovedì 24 Novembre 2016 10:00